Oniferi: Necropoli di Brodu

(…segue dal post precedente)

Ci alziamo di buon’ora, freschi e riposati… ma candu mai! Stanchi, anzi distrutti, come chi ha dormito malissimo, come chi non ha dormito affatto! Purtroppo non abbiamo riposato un solo secondo, su materassi che definire di scarsa qualità è addirittura riduttivo! La nostra prenotazione frettolosa si è rivelata una pessima scelta! Altro che buon rapporto qualità-prezzo! Se avessimo dormito in auto ora saremmo probabilmente più pimpanti.
Sperando che un bel caffè possa sopperire alla nottata appena passata, ci rechiamo al Museo archeologico per la premiazione. Seppure non troppo in forma, scoprire il nostro Apendítziu 17, un racconto ambientato in un futuro distopico, ha ricevuto il Primo Premio nella Sezione Prosa, ci riempie di gioia. Terminata la cerimonia, e dopo essere stati a pranzo insieme agli Organizzatori, ai Giurati e al resto dei Partecipanti, giunge il momento di fare rientro a casa.

Ovviamente abbiamo programmato una breve visita per inframmezzare l’altrimenti troppo lungo viaggio di ritorno. Giunti in territorio di Oniferi, dove avevamo già avuto occasione di visitare la Necropoli di Sas Concas, ci dirigiamo all’Area archeologica di Brodu, che comprende un nuraghe e una piccola ma affascinante necropoli a domus de janas.
I monumenti si trovano all’interno di un terreno privato, quindi lasciamo l’auto nei pressi di un grande cancello, dove un cartello indica le aree di interesse archeologico e, aprendo e richiudendo, procediamo a piedi sullo stradello; a poca distanza, un gregge di pecorelle pascola tranquillo, ben sorvegliato dai cani pastore che, non identificandoci come minacce, ci osservano scodinzolando. Lungo il percorso incontriamo il proprietario, con il quale scambiamo due chiacchiere a proposito del lavori che devono fare per rendere più fruibili i monumenti e che, venuto a conoscenza della nostra passione per il blogging, ci raccomanda di documentare al meglio il tutto.
Il sole sta iniziando a calare mentre ci dirigiamo a passo svelto verso il nuraghe, un monotorre edificato su un piccolo promontorio. L’ingresso risulta interrato, e anche il resto del monumento è interessato da diversi crolli che non ci permettono di visionarne l’interno.
Ritornati sullo stretto stradello raggiungiamo la necropoli, formata da quattro ipogei scavati sul costone di un rilievo trachitico, di cui uno con degli elementi decorativi spettacolari che non vediamo l’ora di poter apprezzare dal vivo.
Iniziamo la nostra esplorazione dalla tomba che presenta un lungo dromos, in parte scavato nella roccia affiorante, che conduce all’anticella. L’ingresso è finemente lavorato e riproduce gli stipiti delle abitazioni; le cellette interne invece sono anguste e con ingressi minuscoli.
Proseguiamo verso le altre due sepoluture alla nostra destra, che si rivelano essere le più belle dell’area. Gli interni sono levigati e spaziosi e i portelli sono lavorati e decorati con protomi in rilievo. Nell’ultimo ipogeo del costone, sopra il portello d’accesso alla camera sepolcrale, sono incise tre protomi di ineguagliabile bellezza. La precisione della lavorazione è sensazionale e crea un effetto ottico meraviglioso, difficile da spiegare a parole. Superato l’iniziale stupore cerchiamo di imprimere quest’unicum architettonico in una foto, consapevoli che un’immagine non potrà mai trasmettere la sensazione che si prova davanti ad un’opera di questo genere.
Purtroppo non possiamo attardarci oltre: il sole ormai è quasi sparito e, per quanto la scarsa luce dorata del crepuscolo dia un’aura ancora più mistica a questo luogo, è giunto il momento di andar via.
Tornati sui nostri passi, ci soffermiamo presso la prima sepoltura, che risulta incompleta e che in precedenza abbiamo saltato alla ricerca di quelle decorate. Anche questa in effetti, pur non essendo integra, presenta alcuni elementi interessanti: al suo interno infatti sono state scolpite due grandi colonne e nell’anticella è presente il focolare rituale.

Dopo quest’ultima tappa, risaliamo in auto per fare ritorno al nostro paesello. Una duegiorni intensa, ricca di emozioni, rilassante e molto piacevole (se tralasciamo il pernotto, ovviamente): possiamo dirci senz’altro pronti a concludere questo 2025 che ormai volge al termine e prepararci al nuovo anno.

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